Ostello Santa Fosca

(Casa per Ferie)

E-mail: ostello@santafosca.it - Tel: (+39) 041 715775 - Fax:  (+39) 041 715775

 
 

L’Ostello e l’adiacente Casa studentesca Santa Fosca sorge sulle rovine di quella che fu la maestosa chiesa di Santa Maria de' Servi e dell'adiacente convento, che ebbe come ospiti più illustri, Galileo Galilei e, a cavallo tra Cinquecento e Seicento, lo storico Fra' Paolo Sarpi.


Nel 1314 i Servi di Maria, ordine mendicante fondato nel secolo XIII da sette laici fiorentini, giunsero a Venezia.

Subito intrapresero la costruzione di una chiesa che potesse gareggiare con quelle di altri ordini religiosi: con la chiesa dei SS. Giovanni e Paolo, dei Domenicani, con S. Stefano, degli Agostiniani e con la basilica dei Frari, edificata dai Francescani.

La chiesa fu fondata su un terreno ai bordi della città e il convento si affacciava addirittura sulla laguna in via di bonifica. I lavori si protrassero per più di 150 anni e la chiesa venne inaugurata ufficialmente il 7 novembre del 1491.


Nel frattempo in città cominciarono ad insediarsi alcune comunità laiche, tra cui quella dei mercanti di seta di Lucca, che fondarono, tra il 1360 e il 1376, la Cappella del Volto Santo, detta dei Lucchesi, tuttora esistente e costruita da maestranze provenienti dalla Toscana che trasferirono a Venezia un esempio dell'architettura gotica di quella regione.


Molte testimonianze ci permettono una ricostruzione del complesso chiesa dei Servi-Convento-Cappella dei Lucchesi, così com'era prima della distruzione della grande basilica: tra tutte spicca la carta di Venezia di Jacopo de' Barbari, che "fotografa" dall'alto la Venezia del 1500, e che mostra la magnificenza della chiesa dei Servi, con la grande cupola lignea che sovrastava l'edificio.

L'impianto della basilica, di proporzioni imponenti, orientata secondo i canoni consueti est-ovest, ci è restituito da una pianta del Vicentini del 1920 e dai rilievi dell'arch. Giuliano Pavon. Misurava circa 20 metri per 75, era ad una sola navata con tre cappelle absidali e arredata all'interno da 22 altari. Al centro della navata si trovava un grande coro sormontato da una grande cupola.

La facciata della chiesa sul campo dei Servi è ben rappresentata da una veduta del Lovisa. Si presentava come un'imponente architettura gotica con grandi finestroni e due piccoli rosoni.

Sul lato sud, attuale ingresso all’Ostello ed alla Casa studentesca Santa Fosca, si erge il secondo grande portale, detto di S. Pellegrino, a suo tempo esso era sormontato da una scultura dedicata alla Madonna della Misericordia, oggi sulla facciata della Scuola dei Calegheri a S. Tomà.

Tra le mura del grande convento visse e morì fra Paolo Sarpi, storico insigne, che nei primi anni del Seicento difese la Serenissima nella contesa con la Santa Sede che aveva portato all'interdetto contro Venezia. Vi passò anche Galileo Galilei, che illustrò il funzionamento del cannocchiale all'amico Paolo Sarpi prima del famoso esperimento sul Campanile di S. Marco.

Nel 1769 un violento incendio devastò gli edifici del convento. Iniziaca così la decadenza del complesso sacro. Tra il 1806 e il 1810, dopo gli editti napoleonici il convento dei Servi, come molte altre istituzioni religiose veneziane, venne soppresso. Cominciava così la spoliazione delle innumerevoli opere d'arte contenute negli edifici sacri della città ed anche la grande demolizione della chiesa e del convento, che si trasformano in una cava di materiali da costruzione. Nel 1821, quando vengono arrestate le demolizioni, il luogo si presentava fortemente degradato.


Il 27 aprile 1859 i luoghi che oggi ospitano l’Ostello e la Casa studentesca vengono acquistati dall'abate Daniele Canal, sacerdote veneziano impegnato in opere di assistenza, e da Anna Maria Marovich, di cui l'abate era il precettore; il loro progetto era creare un edificio che accogliesse le donne uscite dal carcere. Il primo novembre 1864 fu inaugurato il "patronato per le dimesse dal carcere" che poi diventerà più appropriatamente "Casa della Sacra Famiglia" .

Furono recuperati i manufatti esistenti, fabbricati nuovi edifici sulle poche strutture rimaste; anche molto del materiale di spoglio del convento e della chiesa fu riutilizzato. Fu inoltre riportata agli antichi splendori la Cappella dei Lucchesi, che negli anni era diventata un magazzino e versava in uno stato di avanzato degrado.


Negli anni l’Istituto Canal-Marovich divenne molto importante per la città: basti pensare che agli inizi del nuovo secolo assisteva 250 ragazze con l'aiuto di 50 Madri dell'Istituto delle "Pie Signore riparatrici dei SS. Cuori di Gesù e Maria" conosciute con il nome di Suore della Riparazione.


Negli anni '80, venuto meno l'uso degli edifici come centro di rieducazione femminile, gli ampi spazi si prestavano ad essere destinati a nuovi progetti ed iniziative. La comunità di Betania, con la mensa per i senza fissa dimora, viene fondata nel 1980.


La storia della Casa studentesca Santa Fosca comincia invece il 4 luglio del 1981 quando il Patriarca Marco Cè comunica a don Fausto Bonini (nella foto in alto) la disponibilità di alcuni spazi dell'istituto Canal-Marovich. La comunità di studenti, inizialmente costituita da venti ragazze, negli anni è diventata sempre più numerosa. Tra il 1999 ed il 2000 la struttura ha avuto un ampio intervento di restauro e di messa a norma degli impianti. Da allora, la Casa studentesca ospita ogni anno 110 giovani che decidono di condividere qui gli anni della loro formazione universitaria, nella ricerca e nell’esperienza piena di tutte le dimensioni della vita.

L’ostello è invece frequentato ogni anno da circa 15.000 turisti e le sue entrate sostengono la Casa e gli studenti che qui vivono.

S. Fosca: un luogo storico in Venezia

 


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Al centro della Strada Nova una delle direttrici più frequentate di Venezia che collega la Stazione a Rialto

 
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